Tuesday, Apr 5, 2022 • 11min

Ep.64: "Ciao, ho trovato tuo nonno nella città assediata"

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Nikita e sua madre sono di Cernihiv ma vivono in Italia da anni. Da un mese non hanno più notizie del nonno Volodymir, che ha 96 anni e vive ancora nella città che è stata assediata e bombardata dai russi. Così sono andata a cercarlo di persona, seguendo Google Maps, facendomi guidare al telefono e bussando alle porte dei vicini. L’ho trovato, qui c’è la sua storia.
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Talking about
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Speakers
(2)
Cecilia Sala
Nick
Transcript
Verified
00:06
Chora.
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Cecilia Sala
00:11
Nick pronto sono io, mi senti?
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Nick
00:14
Si si, ti sento.
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Cecilia Sala
00:15
Allora io sono davanti all'indirizzo che mi hai mandato e non so dove devo andare esattamente però.
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00:22
Il cinque è di fronte ai miei occhi cioè
Google Maps
me lo da qui, però tu mi sai dire
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Nick
00:28
Dovresti essere arrivata...
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Cecilia Sala
00:32
Io sono di fronte, tu te la ricordi la casa del tuo bisnonno?
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Nick
00:35
Guarda per sicurezza chiama la cugina di mia madre e ti dice.
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Cecilia Sala
00:39
Ok, perché io sono davanti alla casa, però non so da dove devo entrare, dove devo citofonare, a che piano devo andare, insomma, queste cose.
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Nick
00:46
Ok, un secondo grazie ancora.
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Cecilia Sala
00:52
Pronto?
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00:53
Cecilia, ciao.
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Cecilia Sala
00:55
Ciao.
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00:55
Ciao.
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00:56
Scusa per disturbo.
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Cecilia Sala
00:57
Ma figurati.
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00:58
Inanzitutto grazie mille che tu insomma ti preoccupi, non abbiamo notizie da un mese, senti ma perché è chiuso la porta quella sotto?
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Cecilia Sala
01:05
Allora non so qual è quella sotto.
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01:07
Io sono davanti a un edificio rossiccio che è dove mi ha portato la macchina al numero cinque, mettendolo su Google Maps.
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01:14
C'è un negozio, una specie di negozio con una scritta gialla.
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01:19
Ah si si si, però tu devi entrare dentro, devi entrare dentro, perchè tu stai praticamente dall'altro lato, il lato della strada giusto?
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Cecilia Sala
01:28
Esatto. Devo girare intorno al palazzo?
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01:31
Si devi entrare, si si devi girare ci dovrebbe essere pure ecco, ci sono due entrate.
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Cecilia Sala
01:38
Si sto girando intorno al palazzo e appena sono davanti alla porta, ma dovrebbe essere aperta la porta?
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01:47
Guarda, non lo so, ti giuro non lo so, perché praticamente non so loro hanno paura, perché ci sono stati anche i casi di rubare.
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Cecilia Sala
01:55
Certo, durante, ma ora ci sono. Perché ci sono i palazzi bombardati, le persone che sono scappate ma dentro ci sono un sacco di cose ovviamente.
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02:03
La porta è aperta, allora, questa, non so quale scala è.
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02:08
C'è scritto, credo che sia la scala uno.
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02:10
E poi dice appartamento.
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02:11
È tu la prima, no, no, deve essere l'appartamento numero cinquanta.
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02:15
Quindi se tu sei entrata da destra, giusto?
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Cecilia Sala
02:18
Io sono entrata da destra.
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02:19
Esatto cioè guardandolo, dando le spalle alla strada grande sono entrata da destra.
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02:26
Sempre, sempre seguendo l'ordine ok, dovrebbe, sulla mia casa ok, dovrebbe essere numero cinque proprio, capito?
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Cecilia Sala
02:34
Numero uno, due ok, seguo l'ordine.
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02:37
Tre, quattro, cinque.
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Cecilia Sala
02:40
Arrivo eh.
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02:44
Oddio sono mesi che non lo sentiamo.
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Cecilia Sala
02:48
Speriamo che riusciate a sentirlo oggi, sarei molto felice.
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02:51
Almeno se tu mi dici se è ancora vivo, novantasei anni, l'otto marzo ha fatto novantasei anni, non siamo riusciti manco.
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Cecilia Sala
02:58
Adesso lo troviamo, vedrai che adesso lo troviamo.
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03:06
No, questo è di nuovo l'uno.
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03:07
Chi sono questi? Chi sono questi? Hai salutato qualcuno? Loro conoscono lui. Tutti quanti si conoscono.
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Cecilia Sala
03:13
E come si chiama? Ti ci faccio parlare a te?
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03:20
Sì si..
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Cecilia Sala
03:27
Parla in ucraino.
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03:31
---
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Cecilia Sala
03:41
Sono Cecilia Sala e questo è Stories.
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03:49
Nikita è un ragazzo di Cerniv che vive a
Latina
, lo avete già ascoltato nella puntata sotto le bombe con Denis.
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03:56
Io sono venuta a Cerniv anche con questa missione.
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03:60
La madre di Nikita non ha più notizie di suo nonno da un mese.
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04:05
Per un mese Cerniv è stata accerchiata dai russi, è stata bombardata, è stata completamente isolata.
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04:11
E loro non sanno se il nonno sia vivo, sia morto non hanno più notizie di lui e non sapevano se anche casa sua fosse stata bombardata.
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04:21
Questo, this one, questo qua?
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04:29
Ok, però provo. Mi hanno detto che è questo.
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04:32
La porta è aperta sotto?
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Cecilia Sala
04:34
No, è chiusa. Cazzo.
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04:36
Cazzo! Dai è chiusa.
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Cecilia Sala
04:38
Quarantacinque, cinquantanove.
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04:40
How can i go in.
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04:44
Chiedigli se possono aprire, se possono chiamare qualcuno.
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04:55
---
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Cecilia Sala
04:57
Dovete immaginarvi una città dov'è successo di tutto.
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04:60
Dove per un mese le persone non sono uscite dai bunker e ora che cominciano a farlo.
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05:04
Nessuno si fida, soprattutto di uno straniero che non parla l'ucraino.
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05:08
Non si fidano perché durante questo mese le autorità gli hanno detto di non parlare con nessuno, soprattutto con gli stranieri, perché hanno paura di sabotatori e infiltrati russi in città.
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05:18
Hanno paura di spie e hanno paura di sciacalli di persone che entrano nelle case abbandonate per i bombardamenti per rubare tutto quello che trovano.
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05:28
Ci è voluto un po' di tempo per convincerli a parlare con me.
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05:31
È stato possibile solo perché ero al telefono in vivavoce con una persona del posto.
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05:36
Alla fine mi hanno fatto entrare e ovviamente è solo grazie a Valentina, la mamma di Nikita, che era al telefono con me.
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05:42
Aspetto qua?
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05:43
Si aspetta per favore.
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Cecilia Sala
05:45
Certo. Stanno aprendo. Stanno aprendo. Chiedi a lui. Ci porta lui?
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06:00
---
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Cecilia Sala
06:09
Stanno venendo eh.
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06:14
---
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Cecilia Sala
06:15
Okay. È qua.
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06:24
Dagli il telefono a questa signora.
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Cecilia Sala
06:24
Parla con lei. Parla con la signora. Credo credo che ci sia anche tuo nonno.
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07:12
---
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Cecilia Sala
07:12
Eccoci! Sì. Si dimmi tutto.
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07:13
Cecilia guarda, grazie di tutto non so come ringraziare.
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Cecilia Sala
07:19
Cosa?
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07:23
Ha fatto tutto, guarda è un eroe, se tu lo chiedi, se vuoi chiedi a lui che ti fa vedere le sue medaglie.
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Cecilia Sala
07:29
Stanno bene, sono vivi, hanno due splendidi gatti, c'è sia Vladimir che è il bisnonno di Nikita, il nonno di Valentina, la mamma di Nikita e c'è la signora che vive con lui, che si chiama
Anna Ivanova
, e che quella che Valentina chiamava perché suo nonno non non sente più molto bene.
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07:48
Lei sta dicendo, che praticamente, loro per paura di, perché loro non sono mai riusciti a scendere giù, capito?
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Cecilia Sala
07:56
Sì.
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07:56
Sono rimasti durante i bombardamenti tutto quanto, si a casa perché mio nonno giustamente non può camminare, non può scendere.
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08:05
E poi dice che praticamente l'acqua loro possono portare sono poco poco, quindi, e poi per il mio nonno è stato proprio una cosa tragedia perché lui è veramente russo, noi abbiamo nel passaporto, sia la mia mamma che lui, lui è scritto russo come nazionalità.
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Cecilia Sala
08:24
Vladimir ha compiuto novantasei anni l'otto marzo, sotto le bombe ed è sopravvissuto un mese senza acqua corrente, senza elettricità, senza riscaldamento.
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08:34
Non si muove bene, quindi non ha neanche potuto andarsi a riparare nel bunker ed è rimasto al terzo piano, molto più esposto ai missili e razzi e colpi dell'artiglieria russa.
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08:44
Vladimir mi ha chiesto anche se si è capito qualcosa di più sui morti di Cerniv.
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08:50
Sappiamo che i morti civili sono almeno trecento.
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08:53
I morti tra i militari e tra i civili armati della difesa territoriale sono molti di più, ma queste informazioni non le rilasciano e sono un segreto militare.
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09:05
Mi ha chiesto se da quando si è calmata la situazione si sia ricominciato a scavare sotto le macerie. Prima non si poteva fare perché era troppo pericoloso.
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09:14
Lui è russo e ha combattuto i nazisti con
l'Armata Rossa
dell'unione sovietica?
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09:21
Si si ha combattuto i nazisti.
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Cecilia Sala
09:23
Cosa pensa del fatto che questa Putin dice essere una guerra per combattere?
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09:27
Si ma non credevo, non credevo che i russi potessero attaccare ti dico la verità.
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09:33
Vladimir quando era giovane voleva così tanto andare a combattere i nazisti che anche se non poteva perché era troppo giovane e perché era figlio unico e qualcuno doveva rimanere a prendersi cura di sua madre.
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09:46
Ecco Vladimir ha falsificato il suo passaporto pur di andare a combattere.
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09:51
È poi diventato un colonnello
dell'Armata Rossa
e per l'unione sovietica con
l'Armata Rossa
ha combattuto i nazisti, li ha combattuti anche in
Ucraina
.
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10:01
Nikita? È bellissima questa foto.
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10:09
Questo è il nostro Nikita, tutte le medaglie e un gatto.
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10:20
Vladimir dice che questa guerra è un paradosso, che è un genocidio per gli ucraini, ma che è un suicidio e un massacro anche per i russi.
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10:28
Per l'immagine della
Russia
e per i soldati russi e per le madri dei soldati russi.
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10:32
E lo dice da cittadino russo, con un passaporto russo.
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10:36
E dice, io ho combattuto i nazisti veri in
Ucraina
e non mi sarei mai aspettato di vedere bombardata la mia casa e la mia città, da quelli per cui avevo combattuto in nome di una presunta operazione di denazificazione contro di me, contro i miei amici, contro i miei vicini.
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11:00
Noi ci sentiamo domani.
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11:08
Stories è un podcast di Cecilia Sala, prodotto da Chora Media.
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11:12
La cura editoriale di
Francesca Milano,
L'advisor è
Pablo Trincia
, la producer è
Monica De Benedictis
, la post-produzione e il sound design sono di Daniele Marinello. La sigla e la supervisione del suono e della musica sono di
Luca Micheli
.
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