Tuesday, Mar 15, 2022 • 6min

Ep.49: Non è un romanzo di Orwell

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Cosa sta succedendo nelle zone dell'Ucraina che i russi hanno già occupato? Nell’est e nel sud-est del paese, a maggioranza russofona, Putin si era convinto che i suoi soldati sarebbero stati accolti a braccia aperte. Invece per prendere città come Volnovakha hanno dovuto raderle al suolo. I sopravvissuti sono usciti dai bunker e hanno trovato i russi che distribuivano volantini e giornali, quelli in cui c’è scritto che non c’è nessuna guerra.
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Talking about
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Speakers
(1)
Cecilia Sala
Transcript
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00:00
Chora.
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00:10
---
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Cecilia Sala
00:21
La strategia militare di
Putin
non funziona granché, ma la strategia della fame funziona quasi sempre.
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00:31
---
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Cecilia Sala
00:33
Noi qui non abbiamo ancora parlato abbastanza di quelle parti di
Ucraina
che i russi hanno già occupato e che controllano.
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00:39
Non quelle assediate dove si combatte, ma quelle già cadute.
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00:44
Non sono molte, ma sono per esempio le città di
Cherson
e di
Melitopol
e sono i villaggi e i paesini del
Donbas
che fino a prima di questa invasione erano sotto il controllo dell'esercito ucraino e non sotto il controllo dei separatisti filorussi.
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00:59
Siamo nell'est e nel sud-est del paese.
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01:01
Sono le zone a maggioranza russofona e secondo le illusioni di
Mosca
, anche a maggioranza russofila, quelle dove non sarebbe stato necessario sparare un colpo e dove i soldati di
Mosca
sarebbero stati accolti a braccia aperte.
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01:16
Non è andata così.
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01:24
Sono Cecilia Sala e questo è Stories, un podcast di Chora Media che vi racconta una storia dal mondo ogni giorno.
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01:45
Quando ero in
Ucraina,
in quei territori non avrei potuto mettere piede.
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01:48
Per girare nelle zone controllate dai russi io avrei dovuto fare tutto un altro tipo di trasferta.
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01:53
Sarei dovuta partire per la
Russia,
avrei dovuto fare un visto russo, sarei entrata da
Rostov
, che appunto è in
Russia,
avrei passato da lì il confine e poi, passando da lì, mi sarei ritrovata a seguire dalla parte dei russi la loro avanzata.
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02:05
Ecco in questo momento, in quella parte di
Ucraina
conquistata
dall'Esercito
di
Putin
si vedono delle scene che sembrano uscite dalle pagine di un romanzo di Orwell.
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02:15
Adesso il paragone con millenovecento ottantaquattro è probabilmente uno dei più abusati di sempre, in questo caso giudicherete voi se vi sembra calzante.
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02:24
Prendiamo una scena come questa.
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02:34
Cherson, trecento mila abitanti, viene presa dai russi.
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02:38
I cittadini protestano, salgono sui carri armati dei russi e sventolano la bandiera
dell'Ucraina
, aggrediscono i soldati russi che presidiano la piazza principale.
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02:48
Quelli sparano in aria per farli indietreggiare perché hanno paura di essere linciati, ma i cittadini non arretrano e continuano a spintonarli e a urlargli contro.
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02:57
La città che doveva accoglierli come liberatori li odia così tanto che i russi, pur di avere delle immagini da usare per la loro propaganda, hanno dovuto deportare lì temporaneamente un po' di abitanti dalla
Crimea
e tra gli abitanti della
Crimea
, soprattutto i carcerati.
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03:14
Li hanno messi su dei pullman e li hanno portati a
Cherson
.
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03:17
A quel punto hanno detto loro di sventolare la bandiera della
Federazione Russa
e di festeggiare l'arrivo dei carri armati davanti alle telecamere.
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03:25
Ovviamente è tutto finto.
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03:29
Prendiamo quest'altra scena.
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03:32
A
Volnovacha
ci sono stati bombardamenti, ci sono i cadaveri per le strade e c'è un corpo che è stato scaraventato da un'esplosione in cima a un pilone della luce.
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03:40
Lo scatto è del fotografo italiano Gabriele Micalizzi.
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03:44
A
Volnovacha
non è rimasto neanche un palazzo intatto e anche l'ospedale è stato raso al suolo.
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03:50
Questo lo ha raccontato il giornalista Luca Steinmann, che quando è cominciata l'invasione si trovava già nelle repubbliche autoproclamate dei separatisti.
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03:58
Era lì per
Repubblica
e appunto, dopo la capitolazione nelle mani dei russi di
Volnovacha
, lì nelle aree dei separatisti sono arrivati i carri russi e lui è andato a vedere come fosse la situazione.
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04:09
In quell'ospedale i soldati ucraini sono stati fucilati mentre erano sdraiati sulle barelle.
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04:15
Dopo che questi territori cadono in mano russa, finiscono i combattimenti.
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04:20
I sopravvissuti escono dai bunker dove sono rimasti per giorni: affamati, senza acqua corrente, senza elettricità e al freddo.
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04:30
Vedono arrivare i pullman dalle repubbliche autoproclamate dei separatisti e dalla
Russia,
ci sono anche quelli del partito
Russia Unita
, il partito di
Putin
.
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04:39
Hanno le zuppe calde e hanno i generatori.
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04:43
Spiegano ai cittadini che i loro risparmi saranno convertiti in rubli, che la pensione adesso gliela danno loro, che devono leggere la stampa di
Mosca
e che, quando andranno dov'è già stata ripristinata l'elettricità, le televisioni trasmetteranno solo canali russi.
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04:59
Poi distribuiscono i depliant con la versione che dà il Cremlino su questa guerra e i giornali che pubblicano la propaganda di
Mosca
, cioè quelli dove ci sono le foto dei finti cittadini di
Cherson
che festeggiano le truppe russe, che però appunto non sono i cittadini di
Cherson
, e soprattutto quelli in cui c'è scritto che non c'è nessuna guerra in corso, nessuna aggressione russa
dell'Ucraina
.
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05:22
Tutto questo mentre i brandelli del cadavere sono ancora penzoloni sul pilone della luce e i corpi delle vittime delle bombe russe sono ancora nelle strade.
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05:41
Stories è un podcast di Cecilia Sala, prodotto da Chora Media.
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05:45
La cura editoriale è di
Francesca Milano
, l'advisor è
Pablo Trincia
, la producer è
Monica De Benedictis,
la post-produzione e il sound design sono di Daniele Marinelli, la sigla e la supervisione del suono e della musica sono di
Luca Micheli
.
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