Tuesday, Sep 28, 2021 • 27min

Ep. 5: Un corpo che non senti tuo

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La malattia a volte comincia per il rifiuto di un corpo femminile che sboccia. Un corpo femminile in cui Chiara non si riconosce e a cui si ribella silenziosamente. Invece di esprimere il suo disagio con le parole, lei lo fa con il cibo. Mangia e vomita di continuo in preda a una irrequietezza profonda dovuta alla difficoltà di accettarsi e alla paura che siano gli altri a non accettarla. Solo liberandosi dal peso del suo segreto, Chiara è riuscita a fare pace con il suo corpo.
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Talking about
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Speakers
(4)
Fiorenza Sarzanini
Chiara
Laura Dalla Ragione
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Transcript
Verified
00:06
Chora.
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Chiara
00:14
Diciamo la sessualità c'entra tanto con il corpo, perché io pensavo volessi essere magra per essere magra, perché pensavo sono magra, quindi sono accettata, quindi mi sento bene con il mio corpo e con gli altri.
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00:29
In realtà il voler scomparire del tutto, delle forme corporee, anche un non poter essere identificabile né nel maschio, né nella femmina.
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00:43
I miei genitori sono molto vecchio stampo, quindi il fatto di poter essere omosessuale era una condanna per me e non ho mai fatto trasparire nulla, cioè pur essendo una cosa che mi sentivo dentro, ma da tanti anni, non avevo mai dato accenno a questa.
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01:09
I miei genitori mi volevano ragazza femminile, avevo i capelli lunghi, avevo i riccioli, mettevo sempre le camicette, tutto quanto e questa cosa, solo per compiacerli del fatto che ho guarda mi chiamo Chiara e sono una ragazza, e in parte credo che la malattia sia dovuta anche a questo.
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Fiorenza Sarzanini
01:36
Io sono Fiorenza Sarzanini vicedirettore del
Corriere Della Sera
, e questo è un podcast che racconta come si cade in un disturbo alimentare, come si riconosce e soprattutto come se ne esce.
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01:52
È prodotto da Chora Media, si chiama Specchio.
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02:02
C'è il dentro e c'è il fuori, c'è quello che senti nel cuore e quello che vedi allo specchio.
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02:08
E quando queste due te non coincidono, scatta un cortocircuito emotivo.
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02:14
Chiara oggi ha vent'anni, i capelli corti, per troppi anni ha dovuto portarli lunghi; doveva assomigliare alla figlia che i suoi genitori desideravano, una bambina e poi una ragazzina e poi una giovane donna con un corpo da donna.
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02:31
Solo che dentro quel corpo Chiara ci stava male e contro quel corpo ha iniziato a scagliare il suo disagio muto.
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02:39
Perdere peso per lei è stato un modo di ribellarsi a quelle forme femminili in cui non si riconosceva, perché il disturbo alimentare spesso nasconde un disagio più profondo, che non ha niente a che fare col peso, la magrezza o l'estetica.
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Chiara
02:57
Non è il problema tanto il mangio, non mangio, mangio troppo, mangia troppo poco, peso x peso y, ma è quello che c'è sotto, tutto, perché alla fine, come uno tratta il proprio corpo è il risultato di quello che uno ha dentro.
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03:19
E il corpo è solo il mezzo per dire sto male, ho un disagio che sia in eccesso o in difetto è la medesima cosa.
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Fiorenza Sarzanini
03:31
Il percorso di Chiara è uguale a quello di tante altre ragazze e ragazzi.
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03:37
In realtà ognuna delle storie è diversa, è unica.
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03:41
Nel caso di Chiara la malattia inizia sotto forma di anoressia, ma fa presto a trasformarsi in bulimia, rifiutare il cibo prima e vomitarlo poi, servono a mandare lo stesso messaggio.
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03:54
Io non sono quella che volete, io non sono felice se mi costringete a essere come non mi riconosco.
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04:03
Chiara deve nascondere la vera natura e questo la fa soffrire. Per chiedere aiuto deve mostrare il disagio, riesce a farlo soltanto quando sua madre la scopre china sul water.
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Chiara
04:21
Ho ridotto drasticamente quello che mangiavo pur non essendo particolarmente, non avevo bisogno insomma di farlo.
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04:31
Però sì, di punto in bianco ho smesso di mangiare e quando mangiavo vomitavo dopo praticamente ogni pasto, fino a che non sono arrivata a pesare poco.
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04:43
E poi mia mamma la vigilia di Natale m'ha visto che stavo vomitando e dopo ci siamo rivolti a un centro e però mentre ero seguita erano iniziate le abbuffate e ho recuperato tutto quello che avevo perso, pur continuando a vomitare.
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05:04
Sono ritornata come ero partita.
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Fiorenza Sarzanini
05:12
Quando scopri di essere malata non accetti subito le cure, succede alla maggior parte dei ragazzi, ma anche agli adulti che soffrono di un disturbo alimentare.
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05:22
Se sono costretti ad andare dal medico esasperano i sintomi; è come se scattasse un meccanismo autodistruttivo, subentra la paura di stare meglio, il timore che a quel punto nessuno più si accorgerà di te, nessuno affronterà i tuoi problemi, nessuno accetterà il tuo disagio.
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05:42
Per Chiara la terapia ambulatoriale risulta controproducente e invece di aiutarla a uscire dalla bulimia, la spinge al Bing Eating, è la pratica delle abbuffate.
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05:54
E allora la bilancia torna a salire, la frustrazione aumenta ed ecco che la malattia prende il sopravvento.
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06:02
Per Chiara, come per molte altre persone, i chili diventano il parametro della felicità: meno pesa, più si piace e all'inizio piace anche agli altri.
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06:13
In una società come la nostra essere magri significa essere belli, i complimenti che arrivano dagli amici diventano uno stimolo per farsi risucchiare sempre di più in un vortice che invece è solo quello dell'autodistruzione. Sei accettata, sei realizzata, in realtà sei solo malata.
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Chiara
06:37
I miei amici non mi sono stati molto vicino, in parte perché io ne parlavo poco perché un po' mi vergognavo e mi ammiravano quando avevo perso peso mi dicevano "Oh come stai bene, come sei carina".
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06:53
E io mi spogliavo in maniera quasi, se non lo facevo mai prima ero quasi sempre mezza nuda, perché volevo proprio farmi vedere, perché ricevevo tanti complimenti e finché era questione di perdere peso mi stavano vicino.
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07:07
Mi incentivano quasi e però a un certo punto hanno iniziato a dirmi oddio però forse così è un po' troppo, stavi meglio prima.
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07:16
Non mi hanno supportato nelle abbuffate, nelle perdite di controllo, nel vomito, perché la ritenevano una cosa troppo distante da loro.
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07:27
Che senso ha mangiare troppo, e quindi non mi sono stati vicino perché non capivano, semplicemente non capivano, non li colpevolizzo perché finché uno non vive questa cosa non comprende magari quanto sia una cosa non razionale e incontrollata.
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Fiorenza Sarzanini
07:53
In una prima fase a Chiara piace il suo nuovo corpo magro, lo mostra, lo esibisce con orgoglio: pancia, braccia, gambe diventano la dimostrazione della sua forza.
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08:04
Se controllo il peso, questo si dice, riuscirò a controllare anche il resto, terrò a bada l'omosessualità che i miei genitori non accettano.
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08:15
Reprimere gli istinti, è questo l'obiettivo. La dottoressa Laura Dalla Ragione del centro per i disturbi alimentari di
Todi
, sa bene che cosa accade alla testa quando è solo il corpo a parlare. Conosce i segnali che bisogna cogliere per comprendere che la malattia è in agguato.
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Laura Dalla Ragione
08:37
Il campanello d'allarme deve scattare se i comportamenti si ripetono per almeno, per più di due mesi. Perché ripeto, purtroppo noi abbiamo un terreno di cultura di questi disturbi che non è la causa del disturbo, ma spiega la grande diffusione, che sono le mode culturali.
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08:54
Per cui ovviamente gli adolescenti, soprattutto se sono femmine, quasi tutte sono preoccupati del proprio aspetto fisico in termini di magrezza, perché lo stigma della bellezza è in questo momento uguale magrezza.
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09:07
Dunque è chiaro che noi, la maggior parte degli adolescenti, soprattutto femmine, hanno fatto almeno una, due, tre, quattro tentativi di dieta no?
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09:15
O fai da te o con qualcuno, allora ci dobbiamo preoccupare quando il comportamento diventa ossessivo, rigido, quando non c'è neanche una deviazione.
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09:25
Quando le persone, ragazze e ragazzi non si permettono neanche il minimo cedimento, cioè quando la dieta comincia a diventare molto ferrea, accompagnata da questo cambiamento di carattere, generalmente questo avviene nell'arco di un paio di mesi.
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Fiorenza Sarzanini
09:41
Individuare i primi sintomi non è facile, per questo la maggior parte dei genitori poi si colpevolizza. Credono di non essere stati abbastanza attenti, abbastanza presenti, di non essere stati bravi ad accudire il proprio cucciolo.
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09:56
Soltanto quando inizia il percorso di cura capiscono che non è affatto facile perché si tratta di una malattia subdola che si impossessa delle persone in maniera graduale, si manifesta molto lentamente.
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10:11
Quando la perdita di peso è importante, vuol dire che sei già avanti eppure quasi nessuno se n'era accorto.
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10:18
Durante i primi colloqui con gli specialisti alla domanda su quando sia iniziato il disturbo, i ragazzi e gli adulti danno risposte spesso molto diverse, addirittura contraddittorie.
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Laura Dalla Ragione
10:30
Teniamo anche conto che all'inizio le ragazze non vogliono farsi curare da nessuno.
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10:35
Quindi il genitore, c'è tutta una fase in cui deve aiutare la figlia o il figlio a convincersi che c'è un problema, perché inizialmente loro sono completamente privi di questa consapevolezza.
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10:48
Non a caso mi arriva una ragazza accompagnata dai genitori, i genitori mi dicono: "Si è ammalata quest'estate, a settembre dopo il ritorno dalle vacanze, ha cominciato a perdere peso, eccetera".
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10:58
Poi io parlo con la ragazza e la ragazza mi dice: "Ma cosa, io in realtà sono due anni che penso a come fare per perdere peso".
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11:07
Quindi per noi la malattia non è iniziata a settembre, come pensano i genitori che hanno visto l'effetto, ma è iniziata due anni prima con l'ossessione.
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11:16
Semplicemente la ragazza a quel punto ha trovato il sistema per perdere peso.
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11:21
Per questo sarebbe importante arrivare un po' prima, perché a volte noi arriviamo che già la malattia è andata avanti, tre quattro anni, come ossessione, ma per noi vale quella, la malattia è quello.
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Fiorenza Sarzanini
11:35
Per perdere peso Chiara vomita e così inganna chi le sta accanto che invece la vede mangiare, sono molti i modi per far calare l'ago della bilancia.
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11:45
C'è chi fa un solo piccolo pasto al giorno, c'è chi prende i lassativi, chi fa ore di attività fisica, chi beve litri di acqua gelata per riempire lo stomaco, chi inventa disturbi.
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11:57
Controllare il proprio peso diventa un modo per controllare la propria vita e questa ossessione a volte ritorna, si ripresenta in alcuni momenti cruciali.
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Laura Dalla Ragione
12:08
Ci può essere un momento di difficoltà in cui si ritorna a quel tipo di comportamento che è un modo di controllare alla fine no, il peso, ma anche le emozioni, la vita e tutto quello che ci sta intorno.
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12:22
Non è una ricerca estetica, no assolutamente, è un modo con cui si pensa di poter controllare uno degli stimoli più forti, che è quello della fame e della sazietà, quindi controllando quel tipo di stimolo, io mi sento potente, mi sento forte.
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12:39
Una ragazza di diciassette anni che ho curato mi diceva: "Io dottoressa nella vita non ho combinato niente, a scuola non sono brava, coi miei genitori non vado d'accordo, non c'ho il ragazzo, non c'ho gli amici, l'unica cosa che sono stata capace di fare nella mia vita è perdere quindici chili e lei me li vuol fare riprendere?".
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12:57
Però il meccanismo lì è che nel momento in cui la ragazza o il ragazzo sono riusciti a controllare il peso, il corpo e quindi ad ottenere quel risultato, si sentono forti su tutto il resto.
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13:09
Partiamo sempre da un'autostima bassissima è, cioè stiamo parlando di ragazzi meravigliosi, brillanti, che tu dici, dovresti essere felice per come sei no, sono belli, intelligenti, bravi, eccetera, che però si sentono delle schifezze, quindi l'autostima è molto, molto bassa.
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13:28
La sensazione è quella di non meritare la felicità e di non meritare di vivere, di non meritare di essere felici, di non meritare nulla, di non meritare l'amore.
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13:38
Questo è un grande tema no, loro non è che dicono che non hanno ricevuto amore, loro dicono io non mi merito l'amore dei miei genitori, non mi merito l'amore dei miei amici, quindi è un tema di profondissima disistima no?
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Fiorenza Sarzanini
13:53
Anche Chiara sente di non meritare l'amore dei genitori, teme di perderlo nel momento in cui dovrà confessare la propria omosessualità.
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14:05
L'aiuto dei terapeuti diventa quindi fondamentale per affrontare e superare questo momento così difficile.
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Chiara
14:14
Alla fine la mia credo sia stato il frutto di un compiacere sempre gli altri per poi arrivare a niente.
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14:24
Però adesso che i miei genitori lo sanno, mi sono fatta aiutare anche dai miei terapeuti a dirglielo e mi vivo la sessualità in maniera molto più tranquilla.
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Fiorenza Sarzanini
14:34
E loro lo hanno accettato?
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Chiara
14:36
Ancora no, però hanno capito che è una cosa per il mio bene, del fatto che amare un maschio o una femmina o tutti e due è amore e non c'entra il fatto della ragazza e del ragazzo, quello viene dopo e sono in caso sono problemi miei.
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Fiorenza Sarzanini
15:00
Il corpo parla e adesso Chiara sa che il suo corpo ha parlato, c'è chi lo fa per attirare l'attenzione, chi vuole punirsi, chi vuole punire i genitori.
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15:10
La mente guida il corpo per mandare un messaggio chiaro, forte, talvolta devastante.
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15:16
Guardatemi, io ho bisogno di aiuto, occupatevi di me.
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15:20
È il linguaggio dei neonati, quello usato dai bimbi piccoli inconsciamente come fosse un capriccio.
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Chiara
15:28
Io credo che alla fine questa sia una malattia che nasca con le parole e si curi con le parole e con l'espressione di sé.
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15:40
E appunto sì, l'uso del cibo per farsi male o uccidersi o tutti gli atti che hanno alla fine un che di autolesionistico, sono nati dal fatto che una persona non riesce ad esprimere certe cose e quindi lo fa attraverso il corpo e parlando di ogni minima cosa, ad ogni dettaglio, di ogni cosa che una persona sente dentro, liberamente, senza pensare di essere giudicata e dire qualcosa di sbagliato, perché alla fine è questo, è un giudizio continuo, che prima viene dagli altri, nella infanzia, nell'adolescenza eccetera, e poi viene assorbito, viene introiettato dentro chi ne soffre.
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16:21
La persona si vede sempre con quegli occhi giudicanti "Ah no, non puoi fare così, troppo, troppo poco".
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16:27
Eh, quindi solo parlando liberamente delle cose, della sessualità, ma di qualsiasi minimo dettaglio è lì che si sta meglio.
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Fiorenza Sarzanini
16:40
Il disturbo alimentare causa una visione distorta del proprio corpo.
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16:44
È come quelle stanze degli specchi dei vecchi luna park, in cui l'immagine riflessa non è mai fedele alla realtà.
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16:52
Sei scheletrica, ma non riesci a rendertene conto.
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Chiara
16:57
Mi vedevo sempre enorme, di continuo. La terapia dello specchio mi ha aiutato tanto perché sto imparando ancora, diciamo c'è da fare, però sto imparando ad accettare il mio corpo anche solo vedendolo e capendo com'è fatto, capendo quante cose può fare un corpo e non vedendolo solo come un oggetto, una cosa che può essere allargata, ristretta, ferita o altro, uno apprezza.
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17:34
Quanto uno può fare con tutto il corpo, con tutte le braccia, con le mani, con le gambe, può abbracciare, può saltare, può camminare, in maniera non disfunzionale, e quindi sì mi ha aiutato a vedere il mio corpo come un processo che cambia, che mi aiuta, il mio corpo e la mente sono una cosa sola e mi ha aiutato a vedere questa cosa.
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17:54
Io prima pensavo penso con la testa e il mio corpo è qualcosa che io posso comandare, controllare a mio piacimento, adesso sono dell'idea che corpo e mente sono la stessa cosa, entrambi vanno curati.
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18:09
Raffaella, che è la mia terapeuta, della terapia dello specchio, mi dice sempre che quando mi guardo non vedo solo me, ma vedo i miei genitori, vedo i miei nonni, vedo i miei zii, vedo tutti.
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18:22
Quindi diciamo capito che magari, più grande mi vedo diciamo e più sto male dentro.
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18:29
Se sto bene mi vedo come sono, cioè normale.
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Fiorenza Sarzanini
18:40
Quando un figlio si ammala i genitori si arrovellano, spesso si interrogano insieme sulle proprie colpe, molto più spesso si accusano a vicenda di essere il responsabile.
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18:51
Troppo amore, poco amore, troppe attenzioni, trascuratezza; a volte si ammalano anche loro.
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18:58
Prendono antidepressivi, ansiolitici, cercano di tenersi a galla.
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19:03
In realtà ogni storia è diversa, ogni disturbo ha una causa, ma individuarla è difficilissimo.
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19:09
Il professor Alberto Villani, dell'Ospedale Bambino Gesù di
Roma
cura i piccoli, ma si occupa anche dei grandi.
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Alberto Villani
19:17
Su molti dei disturbi di questo tipo, diciamo c'è ancora grandissimo dibattito.
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19:24
Quindi che l'anoressia possa essere correlata a un rapporto, diciamo non ottimale e funzioanale coi genitori, sono state fatte moltissime ipotesi.
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19:36
E sicuramente, in molti casi l'allontanamento dal contesto familiare si rende necessario e può essere ciò che sblocca un pochettino la situazione.
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19:49
Però ecco non credo che si debba colpevolizzare nessuno, nel senso che sono delle situazioni che insorgono e non è che sono necessariamente correlate a dei comportamenti sbagliati di qualcuno.
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20:04
Sarebbe veramente un errore, ma questo sempre, mettere in correlazione la malattia, perché stiamo parlando di fatto di una malattia, a responsabilità di qualcuno.
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20:13
Che quando la malattia insorge è bene che ci sia un coinvolgimento di tutta la famiglia per aiutare il soggetto e essergli più utile possibile, questo sì, ma non è che si diventa anoressici per colpa di papà, della mamma o della nonna o della professoressa.
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20:31
È un contesto che è fatto di tanti tasselli, quello che posso dire che sicuramente per uscirne c'è bisogno del contributo di tutti, quindi dei genitori, degli insegnanti e degli amici.
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Fiorenza Sarzanini
20:47
Per Chiara, il ricovero a Palazzo Francisci e poi il percorso di terapia seguito al Nido delle rondini di
Todi
sono stati fondamentali.
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20:56
Ha imparato a fare pace con il suo corpo, si è liberata del peso di quella omosessualità negata che non la faceva vivere.
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21:03
Ha ricominciato a vedere nel cibo un piacere, non un nemico, ha trovato l'amore, un amore che adesso però dovrà uscire dal nido e provare a sopravvivere nel mondo reale.
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Chiara
21:22
Io ho una fidanzata al nido, e si ho una ragazza al nido, si chiama Laura.
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21:28
Siamo entrambi consapevoli che la relazione che abbiamo costruito dentro al nido è una relazione, come con tutte le altre, estremamente profonda, perché non ci si conosce nella superficialità, nei gruppi e nello stare insieme.
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21:45
Qui ventiquattro ore al giorno, al nido dodici ore al giorno, ma stiamo insieme anche di notte qualche volta.
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21:50
Quindi è un rapporto che va oltre appunto il fuori, dove è tutta facciata, e quindi io sono consapevole me lo sento che la relazione, nonostante la paura, nonostante tutto, durerà.
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22:04
Perché c'è una base fortissima, soprattutto d'amicizia e di conoscenza reciproca, di tutti i dettagli.
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22:15
Perché a forza di starci insieme la conosco in tutte le sue espressioni, in tutte le sue cose che fa, io non sono spaventata, lei un pochino.
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Fiorenza Sarzanini
22:28
Tornare alla vita è una sfida non solo per le relazioni, ma anche per la persona che si trova all'improvviso sola senza il supporto dei terapeuti.
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22:38
È un momento importante e delicato, una rinascita che però talvolta è segnata da ricadute, altri inciampi.
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22:46
E allora hai paura, pensi che non potrai farcela, però ci provi, sfidi quei sentimenti altalenanti.
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Chiara
23:00
Tanta paura, molta, si perché bene o male quello è il contesto che mi ha portato qua.
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23:08
La famiglia è quella, gli amici sono quelli, il posto dove vivo è sempre quello, io sì sono cambiata, ma ho tanta paura di come a casa potrà essere, perché in certe cose il mio attuale problema, finché non mangiavo ero beno male capita, adesso no, adesso no.
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23:31
E quindi ho paura, anche perché, appunto il mio corpo non dice sto male.
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23:39
Il mio corpo sta bene, quindi anche pretendere da un genitore che ti stia accanto anche quando non dimostri magari, lo fai di nascosto, è difficile.
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23:53
Questi, il nido e il Francisci, sono due posti che ti cambiano e ti supportano, ti aiutano, ti stanno vicino in ogni passo che fai, e fuori è più dura.
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24:08
Se qua dire, una volta una oss mi disse "Ah così facendo hai preso due piccioni con una fava", e poi mi disse, "Oh no scusa è disfunzionale".
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24:18
Fuori tranquillamente si parla di corpo, di cibo, qua sono cose, non si può dire niente perché ogni parola va a ledere qualcosa, una parola di troppo o di troppo poco e fuori è un campo minato riguardo corpo e cibo.
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24:37
Quindi sì, ho paura, anche se il problema è fuori che devo risolvere, io ho tanta paura.
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Fiorenza Sarzanini
24:46
Per chi soffre di un disturbo alimentare il cibo diventa un'arma da usare contro se stessi.
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24:53
Per chi guarisce il cibo rimane comunque qualcosa da maneggiare con estrema cura.
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24:58
Sei sempre attenta, quasi guardinga, temi che possa tornare l'incubo anche se ti senti forte, e la paura di ammalarti di nuovo non ti abbandona mai.
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Chiara
25:09
Adesso penso solo al fatto che sono con le mie amiche, che mangerò un pasto equilibrato, il pasto è l'ultima cosa.
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25:19
Mangio, ma mangio insieme a persone che mangiano insieme a me e insieme si chiacchiera, si ride, si parla tutto quanto, si ascolta, si sente sempre la musica, quindi è un momento che io adesso vivo bene.
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25:33
Se prima era una continua ansia il momento del pasto, di qualsiasi pasto, adesso invece è una parte di me.
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25:45
È un momento in cui condivido qualcosa, con delle persone che ho intorno, la convivialità soprattutto al nido è essenziale, ci si aspetta, si finisce di mangiare, ci si aspetta, si chiacchiera e tutto.
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Fiorenza Sarzanini
25:60
All'interno della struttura di
Todi
le ragazze e i ragazzi imparano che il cibo è convivialità, piacere, importante è abbandonare l'idea dell'ossessione anche quando sono fuori.
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26:12
Tornare a sedersi a tavola con allegria, fissando nella mente i ricordi più belli e lasciando che sia proprio l'idea di quei momenti a guidarli.
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Chiara
26:25
A me piacevano le torte, io amo i dolci, io amo i dolci e la mia preferita probabilmente era quella che mi faceva sempre mia nonna che ha le ananas e le ciliegine candite.
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26:41
Era buonissima e la mangiavo sempre al mio compleanno, a Natale, a Pasqua, a Santo Stefano c'era sempre quella torta, io l'amavo e non la mangio da un sacco di tempo, però non vedo l'ora di mangiarla appena uscirò.
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Fiorenza Sarzanini
27:02
Specchio è un podcast di Fiorenza Sarzanini prodotto da Chora Media. È scritto da Fiorenza Sarzanini e
Francesca Milano
, post-produzione di Giuseppe Magazù. La cura editoriale è di
Francesca Milano
. Il producer è Matteo Perkins, assistente al montaggio Francesca Abruzzese. I fonici di presa diretta sono Lorenzo Ferrillo, Gabriele Amendola, il fonico di studio è Jacopo Lattanzio.
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🇮🇹 Made with love & passion in Italy. 🌎 Enjoyed everywhere
Build n. 1.36.0
Chiara
Fiorenza Sarzanini
Laura Dalla Ragione
Alberto Villani
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