Monday, Jun 27, 2022 • 30min

Ep.6: La grande dama degli abissi

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La Doria affonda, al comandante Piero Calamai viene impedito, dai suoi ufficiali, di andare con lei. I superstiti vengono portati a New York. Loomis Dean corre alla sede di Life, e oltre agli scatti della nave sul fianco porta foto delle sensazionali operazioni di evacuazione sulla Doria. Mike Stoller viene accolto sul molo da una notizia destinata a cambiargli la vita. Nel frattempo, cominciano le accuse incrociate, lo scarico delle responsabilità, i veleni, e la tragedia dell’Andrea Doria si trasferisce nelle aule dei tribunali. Ma di chi è stata la colpa? Seguendo i carteggi e il lavoro di commissioni specialistiche si giunge alla conclusione che la responsabilità sia attribuibile agli svedesi, e in particolare a un errore nell’impostazione della scala del radar della Stockholm che avrebbe spinto l’ufficiale in plancia a calcolare in modo del tutto sbagliato la distanza tra i due transatlantici. Ma la giustizia tarderà ad arrivare, lasciando una profonda amarezza nel Comandante Calamai e nel suo equipaggio.
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Talking about
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Speakers
(4)
Luca Bizzarri
Maurizio Eliseo
Eugenio Giannini
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Transcript
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00:04
Genova, giovedì ventisei luglio.
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Luca Bizzarri
00:06
E’ un giovedì pomeriggio afoso, quello del ventisei luglio millenovecento cinquantasei, quando in
Italia
arriva la notizia che
l’Andrea Doria
è affondata, inghiottita dall'Oceano Atlantico nei pressi dell'isola americana di
Nantucket
.
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00:21
La marineria italiana non ha più
l'Andrea
Doria
. Un pezzo di
Italia
se n'è andato con la terrificante rapidità delle catastrofi marine e ora giace nella profonda sepoltura dell'oceano.
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Luca Bizzarri
00:32
A
Genova
è calato un silenzio irreale come solo i lutti collettivi possono provocare; maestranze, impiegati, dirigenti sono tutti ammutoliti.
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00:41
Era nata proprio qui a
Genova
meno di tre anni fa. Questo lembo piccolissimo e pur grande di patria, era uscito completamente dalle nostre braccia. Ammirandolo non dovevamo ringraziare la natura o la storia, ma soltanto noi italiani di adesso che viviamo.
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Luca Bizzarri
00:56
I quotidiani preparano le loro edizioni straordinarie e le grandi penne del periodo cominciano a scrivere i loro dolenti epitaffi.
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01:05
Il faro di
Genova
non guiderà più la rotta
dell'Andrea
Doria
di ritorno in patria. Non più i secchi comandi scanditi dalla plancia, né i saluti, gli addii e il suono della banda, mentre la bella nave si ormeggiava alla banchina che resterà deserta. Giù nel silenzio e nel buio per l'eternità alla bella nave fino a poche ore prima così bella, forte, lieta-
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Luca Bizzarri
01:28
In quel fondo sabbioso, a settanta metri dalla superficie, si inabissa qualcosa di più di una nave. Scompare una creatura nazionale costata immensi sacrifici, alla cui costruzione avevano partecipato operai, tecnici, artigiani, ingegneri provenienti da tutta la penisola. Un pezzo
d'Italia
, come scriverà
Dino Buzzati
sul Corriere Della Sera, un pezzo dell'Italia migliore.
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01:56
Proprio un pezzo dell'Italia migliore, la più seria, onesta, tenace, operosa, intelligente, geniale-
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Luca Bizzarri
02:02
Sono
Luca Bizzarri
e questo è l'episodio finale della serie podcast di Archivio Luce, realizzata da Chora Media dal titolo La Ballata
Dell'Andrea
Doria
. Sesto ed ultimo episodio: La grande dama degli abissi.
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02:19
Il giorno seguente, il ventisette luglio, mentre a
Genova
ci si assembra davanti alle edicole per leggere le prime pagine dei giornali e provare a capire come sia potuta accadere una simile sciagura, al molo ottantaquattro di
New York
una folla di parenti, curiosi, poliziotti, medici e infermieri e naturalmente giornalisti, attende l'arrivo dei sopravvissuti.
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02:41
L'Ile-De-France ha raccolto centinaia di naufraghi, sbarchi che danno luogo a scene di-
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Luca Bizzarri
02:45
La prima nave ad arrivare è l’Ile-De-France. Il grande transatlantico francese trasporta più di settecento naufraghi. Senza il suo intervento tutto sarebbe stato più difficile e forse il numero delle vittime, cinquantuno, molto più alto. All'ingresso del porto le altre navi la accolgono suonando i loro segnali acustici, mentre sul molo la gente applaude, piange, si abbraccia.
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03:12
L'improvviso ritorno alla vita, la certezza o la speranza di abbracciare ancora sulla vicina terraferma i loro cari trasforma questa alba dopo la tragedia nel risveglio dopo un sogno angoscioso.
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Luca Bizzarri
03:20
Dopo tante ore vissute in condizioni precarie, avvolti da coperte o con vestiti prestati, sul ponte dell'Ile De France tutti i sopravvissuti non vedono l'ora di rimettere i piedi sulla terraferma; tra i più smaniosi c’è il fotografo
Loomis Dean
.
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03:37
Lui non si perde nei festeggiamenti, sale sul primo taxi che trova e si fa portare alla sede della rivista
Life
, dove consegna i suoi rullini che vengono subito portati a sviluppare. La sua foto
dell'Andrea
Doria
morente sarà la copertina del nuovo numero. Tuttavia sono gli altri scatti a sorprendere di più i suoi colleghi: sono foto che ritraggono i naufraghi ancora sui ponti inclinati della nave prima dei soccorsi.
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04:04
Immagini mosse, sfocate, che colgono volti tesi e spaventati, immagini uniche. È come se
Loomis
si fosse calato dall'Île de France su una scialuppa, per poi salire sulla nave italiana mentre stava affondando e fotografare quei momenti.
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04:23
Anni dopo, parecchi anni dopo, confesserà di aver comprato quei rullini, e quindi quegli scatti, da un giovane passeggero austriaco
dell'Andrea Doria
, che era stato raccolto da una lancia dell'Île de France; gli aveva dato cinquanta dollari. Anche questo significa essere un grande professionista.
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04:46
Tra i tanti giornalisti assiepati sul molo a caccia di testimonianze da parte di qualche sopravvissuto, ce n'è uno che non si muove e continua a fumare nervosamente una sigaretta dopo l'altra. E’ uno dei più bravi e più famosi del tempo. E' Edward P. Morgan, che fino a poche ore prima ha condotto dai microfoni dell'ABC la radiocronaca dell'agonia e dell'affondamento
dell'Andrea
Doria
, sulla quale viaggiavano l'ex moglie Jane e sua figlia Linda.
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05:17
Jane è ferita gravemente, ma sopravvissuta. Edward la visiterà nell'ambulatorio dell'Île de France. La loro figlia Linda, invece, risulta dispersa. Eppure
Edward P. Morgan
tornerà in radio e farà una nuova diretta per aggiornare sugli arrivi dei primi naufraghi, senza dire nulla del suo dramma personale.
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05:48
Dovrà aspettare ancora molte ore prima di scoprire che sua figlia è la ragazzina che è stata miracolosamente risparmiata dalla prora dello
Stockholm
. Linda si è risvegliata col suo letto sul ponte della nave svedese ed ora è lì su quella nave gravemente danneggiata che lentamente giungerà a
New York
ben diciotto ore dopo l'Île de France. L'ho detto prima per Loomis Dean, ma forse è il caso di ripeterlo anche per
Edward P. Morgan
, anche questo vuol dire essere un grande professionista.
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06:27
C'è poi un altro naufrago appena sbarcato dalla nave cargo Cape Ann che sta per avere un'enorme sorpresa. E’ il giovane musicista Mike Stoller.
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06:41
Ad attenderlo al molo ci sono alcuni discografici dell'Atlantic Records e il suo amico e paroliere
Jerry Leiber
.
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Mike Stoller
06:49
"Mike, abbiamo un brano in cima a tutte le classifiche". "E quale è?" gli chiesi
"Hound Dog
" "Hound Dog? Il nostro vecchio blues cantato da
Big Mama Thorton?"
. "No, adesso la canta un ragazzino bianco che si chiama Elvis Presley". E io dissi "Ok, non sapevo chi fosse" e comunque ascoltai la sua versione un paio di giorni dopo, e pensai che non fosse meglio di quella di
Big Mama Thorton
. Io non canto molto bene, ma quella faceva più o meno così.
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07:50
...
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07:54
Comunque Elvis era un discreto cantante, sapete? E il nostro rapporto era stabilito. E direi che andò piuttosto bene.
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Luca Bizzarri
08:10
Infine ci sono gli ufficiali e i comandanti delle due navi. Gunnar Nordenson, che ha pilotato lentamente una
Stockholm
letteralmente spuntata, cioè senza prora, fino al porto di
New York,
e
Piero Calamai
che insieme ai suoi ufficiali è rimasto su una lancia a vegliare
l'Andrea
Doria
fino all'ultimo, per poi imbarcarsi su una nave militare.
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08:38
Ad attenderli, in questo caso, ci sono soprattutto i legali delle rispettive società armatrici, sono lì per proteggerli dai giornalisti, intimandogli di non rispondere ad alcuna domanda sulle dinamiche della collisione.
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08:53
Ma soprattutto sono lì per proteggere gli interessi delle loro compagnie in ciò che sin da subito si prospetta come un contenzioso di proporzioni colossali. Ascoltiamo il nostro storico navale Maurizio Eliseo.
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Maurizio Eliseo
09:09
Il dramma
dell'Andrea
Doria
sconvolse profondamente la vita dei suoi ospiti. A bordo come possiamo immaginare dopo la collisione regnava il caos più totale, e le reazioni dei passeggeri alle domande della stampa furono le più disparate, spesso anche contrastanti. Ci fu chi parlò di aiuti encomiabili ricevuti immediatamente, così come altri invece vissero quella vicenda come un fatto di abbandono.
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Luca Bizzarri
09:46
Nella più grande operazione di salvataggio della storia della marineria avvenuta con straordinario successo è comunque lecito avere opinioni personali discordanti su cosa abbia funzionato o meno quella notte.
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09:59
Si può discutere e avere percezioni diverse a seconda dei casi, essersi sentiti abbandonati o aiutati, esaltare gli atti di coraggio ed esecrare quelli di codardia dei singoli ma resta una domanda a cui andrebbe data una sola risposta. Chi è il colpevole di questa tragedia?
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Maurizio Eliseo
10:22
Italiani e svedesi cominciarono ben presto a scambiarsi accuse, perché l'incidente era grave. Non c'era in ballo soltanto la perdita della nave, la perdita del carico, ma vi era anche, in un certo qual modo, messo sotto inchiesta, l'intero mondo della sicurezza navale.
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Luca Bizzarri
10:45
A stabilire le responsabilità della collisione è chiamato il Tribunale di
New York
. Nel settembre millenovecento cinquantasei inizia un processo che si prospetta molto complicato, con una lunga serie di interrogatori, controinterrogatori, perizie, controperizie, strategie legali, pressioni politiche ed economiche.
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Maurizio Eliseo
11:07
Nel procedimento civile iniziato a
New York
, le due società di navigazione si trovarono immediatamente su fronti opposti. Ciascuna voleva dimostrare che era stata colpa dell'altro il naufragio
dell'Andrea
Doria.
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Eugenio Giannini
11:22
Ha presente i processi di Perry Mason? Tale e quale.
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Luca Bizzarri
11:27
A raccontarcelo è il terzo ufficiale della Doria, Eugenio Giannini.
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Eugenio Giannini
11:30
Cioè la crossexamination è un incalzare continuo di domande, non ti danno il tempo di pensare, e poi dicono sempre risponda sì o no.
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11:42
La rotta di collisione delle due navi, il fallito tentativo della Stockholm di spostarsi sulla sinistra
dell'Andrea
Doria
e la violenta collisione sulla dritta della turbo nave italiana. Solo una lunga inchiesta potrà far luce sul mistero.
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Luca Bizzarri
11:56
Entrambe le navi sono assicurate. Il costo dell'affondamento
dell'Andrea
Doria
e dei danni subiti dalla
Stockholm
è interamente coperto dalle rispettive compagnie di assicurazioni marittime.
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Maurizio Eliseo
12:08
Ma la richiesta più grande di indennizzo veniva dalla parte civile per il risarcimento dei morti, per i feriti, la perdita delle merci trasportate, gli effetti personali dei passeggeri che superavano di tantissimo il valore delle due navi messe insieme, addirittura più del triplo.
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Luca Bizzarri
12:24
E qui ci sono due punti fondamentali da tenere presente.
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12:30
Uno lo possiamo riassumere semplicemente con un concetto che tutti quelli che hanno avuto la sfortuna di fare un incidente stradale conoscono: il concorso di colpa.
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12:40
L'altro riguarda il cosiddetto fondo di limitazione di responsabilità, cioè una cifra massima oltre la quale non si può andare nella richiesta complessiva dei risarcimenti.
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Maurizio Eliseo
12:53
La legislazione statunitense prevede che se ci sono colpe da parte di entrambi, ogni società armatrice dovrà pagare il cinquanta per cento di quella cifra. Ma se durante il procedimento arbitrale fosse stabilita la negligenza da parte delle società armatrici, dei suoi ufficiali, dei suoi equipaggi o addirittura una inidoneità alla navigazione della nave, allora entrambe le società avrebbero dovuto pagare in proporzione per le loro rispettive colpe e senza alcun limite di responsabilità.
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Luca Bizzarri
13:25
Vale a dire, potenzialmente, molto di più, decisamente molto di più.
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13:35
E proprio a questo punta l'avvocato di parte civile Leonard Matheson, una vecchia volpe del foro americano, determinato a far pagare ad entrambe le società armatrici una somma ben più alta di quella indicata dal limite di responsabilità.
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13:51
Sarebbe sufficiente dimostrare le colpe delle società o dei comandanti, dimostrare, ad esempio, che
l'Andrea
Doria
viaggiasse troppo velocemente per le condizioni di visibilità di quella notte o che la Stockholm non rispettasse le rotte assegnate. E chi ha da perdere maggiormente sono senza dubbio gli svedesi, perché la prova della colpevolezza della Stockholm e dei suoi ufficiali risulta evidente e schiacciante.
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Eugenio Giannini
14:21
È apparso chiaro che avevano torto marcio, che avevano sbagliato.
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Luca Bizzarri
14:27
Avete presente la scatola nera degli aerei? Beh, nei transatlantici degli anni cinquanta c'era qualcosa di analogo. Si chiamava sperry: era un apparecchio che registrava le rotte automaticamente su dei tracciati.
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Maurizio Eliseo
14:42
Quindi fu relativamente semplice analizzare immediatamente quale fosse la cinematica degli eventi. Fu la stessa sperry a dichiararlo in una perizia.
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Luca Bizzarri
14:54
Questi tracciati mostravano chiaramente che era stata la
Stockholm
a virare drasticamente a dritta fino a speronare
l'Andrea
Doria
. Gli svedesi, ufficiali ed avvocati, durante gli interrogatori provano a dare una versione differente. Cercano di sostenere che fosse
l'Andrea
Doria
ad essere su una rotta sbagliata, ma stanno arrampicandosi sugli specchi.
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Maurizio Eliseo
15:19
Addirittura gli svedesi arrivarono a sostenere che
l'Andrea
Doria
si trovava molto più a nord della Stockholm, poco prima della collisione e che poi successivamente, con una manovra ovviamente impossibile, aveva compiuto una doppia virata ad S ad una velocità iperbolica e si era trovata quindi a sud della nave svedese.
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Luca Bizzarri
15:44
La Stockholm navigava contromano. Il termine non è corretto, ma fa capire bene la dinamica, nel corridoio di mare riservato alle navi in arrivo a
New York
, non in uscita. Viaggiava nella nebbia senza emettere suoni, sbandava, oscillava, correggeva la rotta, virava fino a schiantare la sua prora nel fianco
dell'Andrea
Doria
.
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16:11
Ma perché, come aveva fatto l'ufficiale Carstens-Johannsen, mentre il comandante Nordenson dormiva nella sua cabina, a non accorgersi della presenza sul radar di una nave delle dimensioni
dell'Andrea
Doria
? Non ci fu un'ammissione diretta, mai. Tuttavia gli errori del terzo ufficiale della
Stockholm
emersero in modo sempre più definito.
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Eugenio Giannini
16:37
Lui aveva la tara del radar su una lunghezza d’onda diversa da quella che lui pensava. Sicuramente.
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Maurizio Eliseo
16:49
Non vi è ombra di dubbio che Carstens-Johannsen utilizzò in malo modo il radar, in particolar modo sbagliò la scala delle distanze, e quindi scambiò
l'Andrea Doria
con la nave faro di Nantucket.
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Luca Bizzarri
17:06
Carstens-Johannsen non era stato in grado di calcolare la rotta e a un certo punto, modificando la scala del radar, notò una macchia luminosa distante. Si rese conto che stava puntando contro la nave faro di
Nantucket,
e allora decise di compiere un'ampia lenta virata per non svegliare il suo comandante che gli avrebbe sicuramente dato una strigliata.
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17:34
Anzi, per non ridestarlo, era meglio anche evitare di utilizzare i segnali sonori. Solo che Carstens aveva sbagliato la scala del radar e tutto era molto più vicino, così vicino che
l'Andrea
Doria
si era sovrapposta al centro del radar svedese, così vicina che si sarebbe dovuta vedere con gli occhi. Ma c'era la nebbia.
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18:09
Lo stesso comandante Nordenson, nel suo ultimo interrogatorio, finì per avallare la versione italiana, ma nel frattempo era accaduto qualcosa, qualcosa che poteva permettere al comandante svedese di non dover più soppesare ogni parola proferita in aula. Qualcosa che avrebbe arrestato il processo, archiviandolo. Qualcosa che ancora oggi lascia l'amaro in bocca. Il termine asettico: accordo extragiudiziale.
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Eugenio Giannini
18:49
Quando si arriva ad un accordo extragiudiziale ci si mette d'accordo e non viene fuori la ragione o il torto. E noi avevamo ragione, cribbio!
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Luca Bizzarri
19:03
Al processo le ricostruzioni della dinamica della collisione e quindi delle responsabilità, hanno puntato inesorabilmente il dito verso il comando della Stockholm.
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19:14
Messa alle strette, la parte svedese ha tentato allora di dimostrare che i danni alle persone e alle cose non sarebbero state provocate dallo scontro, ma dal comportamento maldestro dell'equipaggio italiano durante l'evacuazione e da gravi difetti strutturali
dell'Andrea Doria
.
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19:34
Congetture sostenute anche attraverso un'abile strategia di comunicazione mirata a minimizzare le responsabilità nella collisione, a esaltare il comportamento dell'equipaggio svedese durante i soccorsi e possibilmente a gettare un po' di fango su quello italiano.
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Maurizio Eliseo
19:53
Gli svedesi ebbero certamente la meglio dal punto di vista comunicativo. La società svedese, rispetto a quella italiana, era una società privata, non doveva preoccuparsi di farraginosi sistemi di comunicazione centralizzata dello stato e pertanto fu sicuramente un sistema di comunicazione vincente.
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Eugenio Giannini
20:16
Gli svedesi saltarono subito all'attacco, sputtanando a destra e a manca l'operato del comandante Calamai, degli ufficiali dell'Andrea
Doria
, eccetera.
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Maurizio Eliseo
20:30
In particolar modo ebbero la brillante idea di pagare un giornalista americano per scrivere un libro dedicato all'evento che di fatto screditava la posizione degli italiani rispetto a quella svedese.
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Luca Bizzarri
20:44
Infine c'era la politica. E sapete dove si stava costruendo la nuova ammiraglia della società armatrice svedese? Eh sì, a
Genova
. In quegli stessi cantieri
Ansaldo
che avevano visto nascere
l'Andrea
Doria
.
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Maurizio Eliseo
21:02
Questo difatti rendeva estremamente debole la posizione della società
Italia
perché essa era di proprietà dell'IRI, come lo era l'Ansaldo che stava costruendo la Gripsholm.
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Luca Bizzarri
21:14
Certo, questo poteva anche dire che gli svedesi quando insinuavano che la Doria avesse problemi strutturali, mentissero spudoratamente, perché di sicuro se denuncio un meccanico perché non sa fare il suo lavoro, poi non gli chiedo di costruirmi la macchina nuova, no?
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Maurizio Eliseo
21:31
Quindi era importante non scontentare il grande cliente straniero, il cliente svedese, perché in quel momento la carenza di lavoro nei cantieri navali italiani avrebbe significato una destabilizzazione anche dal punto di vista politico.
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Luca Bizzarri
21:51
Soprattutto voleva dire commesse, contratti, soldi, lavoro, stipendi, salari per gli operai e per gli impiegati. E allora?
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22:05
E allora? E allora così, a un certo punto le colpe nautiche passano in secondo piano rispetto alle questioni assicurative. E a Londra le due società trovano un compromesso. Si giunge a un accordo extragiudiziale e al blocco del processo prima di arrivare a una sentenza. Italiani e svedesi rinunciano a provare le altrui colpe e così facendo non lasciano decadere il fondo limite.
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22:34
Vale a dire che invece dei centosedici milioni di dollari richiesti dalla parte civile per rimborsare i danni alle persone e alle merci, se ne sarebbero pagati solo sei, cento milioni in meno. Il prezzo per mandare a fondo, oltre
all'Andrea Doria
, la giustizia.
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Eugenio Giannini
23:01
In Italia
è così.
L'Italia
è questa. Si sono comportati all'italiana. Cioè senza incidere, senza battere i pugni sul tavolo, senza farsi valere. Perché questo era il punto, noi avremmo dovuto farci valere.
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Luca Bizzarri
23:23
L'amaro in bocca. E’ quello che lasciò a tanti questa vicenda, tantissimi. Tantissime persone che si erano adoperate per salvare vite e per difendere l'onore di un equipaggio, e più in generale il buon nome della marineria italiana su cui calava di nuovo una specie di nebbia come quella di quella maledetta notte al largo di
Nantucket
.
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Eugenio Giannini
23:48
Fui naturalmente molto scosso perché sapevamo di avere ragione e vederci trattare in quel modo fu un dispiacere veramente, ci fece molto molto male a tutti noi.
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Luca Bizzarri
24:10
Boccadasse è un vecchio borgo marinaro inglobato dentro
Genova
. A parte qualche insegna, qualche superfetazione dei giorni nostri, ti può sembrare di essere tranquillamente in un'altra epoca, negli anni cinquanta ad esempio. E da qui, da questa scalinata, che in genovese si dice creuza, in riva al mare potresti vedere da un momento all'altro transitare
l'Andrea
Doria
mentre lascia il porto verso
l'America
. Dall'anno scorso il 2021 questa rampa, questa creuza, porta il nome di
Piero Calamai
.
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Eugenio Giannini
24:49
Calamai è stato trattato in modo ignobile dalla società
Italia
. Gli fecero rifare tutte le divise promettendogli il comando subito dopo. Invece fecero passare il tempo, aspettarono fino a che non arrivò il momento di andare in pensione. E così passò in dimenticatoio. Secondo me Calamai è morto di crepacuore. Sapeva di avere ragione.
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Luca Bizzarri
25:22
Non aveva colpe e fece tutto il possibile per rispettare i doveri di ogni vero capitano. Salvare tutti i passeggeri, il suo equipaggio, la sua nave. Ci sono voluti decenni prima di commemorarlo.
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25:38
Sono passati sessantasei anni; a settantaquattro metri di profondità, adagiata su un fondale sabbioso dell'Atlantico
l'Andrea
Doria
è diventata La Gran Dama Degli Abissi.
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25:55
Quella che era forse la più bella nave italiana giace sotto settanta metri d'acqua buia fra correnti e tempeste in una zona infestata da squali. A luglio cinque subacquei penetreranno nel relitto
dell'Andrea
Doria
, guidati da
Bruno Vailati
. Enormi le difficoltà, numerosi i pericoli-
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Luca Bizzarri
26:10
Meta ambita dei divers, i subacquei, pericolosa, dal cinquantasei ad oggi sono morti sedici sommozzatori tra le migliaia che hanno esplorato il relitto. E sempre bellissimo.
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26:21
Lavorare perché l'impossibile diventi possibile, e l'Andrea Doria ritorni alla luce-
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Luca Bizzarri
26:26
Raccontata in documentari e trasmissioni televisive da chi ha sognato di riportarla in superficie come
Bruno Vailati,
e da chi ha pensato di costruirci un evento mediatico, ripescando in diretta mondiale una cassaforte che poi era vuota.
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26:42
Un'altra protagonista del nostro racconto, l'eroica Ile-De-France, ha finito la sua carriera in un modo che, per come l'abbiamo conosciuta, ci sembra quasi indecoroso. Due anni dopo il salvataggio è stata venduta a un armatore giapponese che nel 1960 l'ha concessa per le riprese del disaster-movie hollywoodiano L'ultimo viaggio. Le esigenze sceniche richiedevano che la nave venisse fatta esplodere e affondare. Nessuno ebbe nulla da ridire.
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27:15
E poi c’è la
Stockholm
, che invece è ancora a galla. Attualmente è ormeggiata al porto di
Lisbona
, inattiva. Fino a quando la sua sorte non sarà decisa resta comunque la più vecchia nave passeggeri ancora in mare al mondo.
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Eugenio Giannini
27:33
La mia è stata una carriera brillante.
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Luca Bizzarri
27:37
Eugenio Giannini oggi ha novantatre anni e vive a Padova.
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Eugenio Giannini
27:43
Poi è nata mia figlia, e quando sono arrivato a casa per una licenza la chiamo e dissi: "Luisa". Era in giardino che giocava, lei corse in casa e disse: "Mamma c’è uno". Dissi "Basta, basta", c’è uno, è stato lo sprone per smettere di navigare.
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Luca Bizzarri
28:09
Loomis
Dean è arrivato a
Parigi
in aereo e ha continuato a fare il suo mestiere egregiamente, scattando foto che hanno scandito la storia.
Edward P. Morgan
se n'è andato nel millenovecento novantatre dopo aver raccontato
all'America
molti altri eventi, incluso l'assassinio di
John Fitzgerald Kennedy
con la stessa compostezza con cui raccontò il naufragio
dell'Andrea
Doria
.
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Mike Stoller
28:36
Vedete, io sono passato in ventiquattro ore dal pensare che sarei morto a ricevere la notizia di un enorme successo professionale che ancora non avevo. È stato strano, una sliding door.
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Luca Bizzarri
28:58
Mike Stoller
vive a Los Angeles, è uno splendido novantenne che ha composto migliaia di altre canzoni che hanno cantato Elvis e molte moltissime altre star. Avete presente
Stand by Me? Ecco
l'ha composta lui.
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29:15
A tutti loro e a tutte le altre persone che hanno vissuto questa ballata va il nostro ricordo e la nostra gratitudine.
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29:26
Avete ascoltato il sesto ed ultimo episodio de La Ballata
dell'Andrea
Doria
, una serie podcast di Archivio Luce realizzato da Chora Media, scritta da Davide Savelli. La post produzione e di Roberto Vallicelli, la produzione esecutiva è di Valentina Meli. Il fonico di studio è Filippo Mainardi. Per Archivio Luce: supervisione editoriale Chiara Sbarigia ed Enrico Bufalini; coordinamento ricerche e materiali d'archivio Cristiano Migliorelli e Nathalie Giacobino. Hanno partecipato Maurizio Eliseo, Eugenio Giannini e
Mike Stoller
.
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30:02
Io sono
Luca Bizzarri
e vi saluto invitandovi a visitare il sito di Archivio Luce punto com per compiere un eccezionale viaggio nel nostro passato. A presto.
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