Friday, Jun 1, 2012 • 10min

FABRIZIO DE ANDRE', AMICO FRAGILE - Parte 1

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La monografia di John Vignola
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Talking about
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Speakers
(3)
John Vignola
Fabrizio De André
Paola Pettinotti
Transcript
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00:12
Fabrizio De Andrè, Amico Fragile con John Vignola. A cura di Gerardo Panno e Lorenzo Lucidi, regia di Andrea Cacciagrano
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John Vignola
00:23
È stato veramente un amico fragile, De Andrè, un personaggio che ha ospitato nella sua galleria musicale poetica tantissime altre figure, figure in parte incontrate di persona e figure immaginarie.
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00:37
Sicuramente è stato un amico, un amico del sottoscritto,
John Vignola
. Io spero di molti di quelli che ci stanno ascoltando. La sua storia comincia nel millenovecento quaranta a
Genova
, ma comincia realmente quella artistica in una
via: Via Del Campo
, una straducola stretta e tortuosa nel cuore di
Genova
vecchia che appartiene a quella rete di vicoli collocata a ridosso dell'angiporto fa storcere il naso ai cartoni della società bene ma piace ai poeti. Queste sono le parole con cui
De Andrè
introduce l'inizio del suo percorso dentro le vie di una
Genova
vecchia che ha vissuto in prima persona in compagnia di vecchietti, prostitute e diseredati.
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Fabrizio De André
01:19
Via Del Campo
, cioè una graziosa gli occhi grandi, colore di foglia, tutta notte sta sulla soglia, vende a tutti la stessa rosa.
Via Del Campo
c'è una bambina con le labbra color rugiada, gli occhi grigi come la strada, ma con fiori dove cammina.
Via Del
Campo c'è una puttana, gli occhi grandi color di foglia, se di amaro ti vien la voglia, basta prenderla per la mano e ti sembra di andare lontano, lei e ti guarda con un sorriso. Non credevi che il paradiso fosse solo lì primo piano.
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John Vignola
02:28
Via Del Campo
, una delle strade dove
De Andrè
si è formato non solo culturalmente, ma umanamente, per raccontarci meglio quel quadrilatero che la
Genova
delle viuzze, degli odori e delle persone che De Andrè ha respirato, una
Genova
che resiste ancora oggi in maniera direi quasi eroica e commovente. Forse è strabiliante, nonostante tanti rimaneggiamenti all'interno del cosiddetto porto vecchio. Noi abbiamo una persona che fa alla guida la guida turistica, una guida, un po' particolare si chiama Paola Pettinotti che noi ringraziamo perché le abbiamo chiesto di raccontare proprio quelle due o tre cose che, girando per la città vecchia di
De Andrè
, si possono ancora vedere.
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Paola Pettinotti
03:11
Innanzitutto come
De Andrè
finisce in
Via Del Campo
per motivi extrascolastici. Infatti, dopo un periodo scolastico alquanto travagliato, finì al Liceo Classico Colombo non il migliore della città, ma uscendo dal liceo dopo una piazza
Piazza Dell'Annunziata
, bella negozi vitale, orrenda facciata neoclassica di chiesa, ma tutto molto serioso, molto normale e tranquillo. Basta ancora oggi fare un passo, uno improvvisamente gli spazi si restringono, i vicoli diventano buchi tortuosi, popolati da una umanità alquanto dubbia. Via dal Campo, oggi l'hanno, restaurata e pulita, pur mantenendo ancora un forte carattere tipico. All'epoca era fatiscente ed era la zona della prostituzione. Ma non solo prostituzione femminile. Le varie osteria di cui sopravvive ancora una in
Piazza San Pancrazio
, poco lontano, presentavano i pensionati abbracciati, gonfi di vino. Vi era l'Esterina che era una teoria, una trattoria, in realtà un locale aperto ventiquattro ore su ventiquattro, poco dietro
Via Del Campo
, dove andavano di tutto, dai portuali all'alba prima di iniziare una dura giornata di lavoro, i marinai che venivano dal porto e gli sfaccendati che di notte frequentavano il quartiere, alla ricerca di donne disponibili per tutti. Per tutti vi era un piatto di minestrone a tutte le ore. Sotto l'archivolto un vecchietto faceva il gioco delle tre carte. Disseminati per la strada, banchetti di sigarette di contrabbando clandestine. Il contrabbando all'epoca era gestito da napoletani e calabresi che si dividevano il territorio. Erano loro gli immigrati di allora.
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Fabrizio De André
05:06
Nei quartieri dove il sole del buon Dio, non dai suoi raggi ha già troppi impegni per scaldare la gente ed altri paraggi, una bimba canta la canzone antica della donnaccia. Quel che ancora non sai tu lo imparerai solo qui tra le mie braccia. E se alla sua età lei difetti era la competenza. Presto affinerà le capacità con l'esperienza. Dove sono andati i tempi di una volta, per Giunone, quando ci voleva per fare il mestiere anche un po' di vocazione.
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John Vignola
05:50
Esce nel 1965. Gli arrangiamenti sono di
Elvio Monti
. Faber ha 25 anni. Alle spalle un'infanzia di famiglia alto-borghese. Se andate nei dintorni della vecchia darsena troverete una piazza intitolata
De Andrè
. Ma non è Faber, è il padre. Il padre Giuseppe De Andrè, che era stato anche un transfuga durante la seconda guerra mondiale, stava dalla parte dei partigiani, ma era anche una persona molto ricca. Un imprenditore. Commerciava zucchero, tra le altre cose. Era molto ricco di Andrea, aveva una villa bellissima a
Genova
, nella
Genova
bene. Però lui, figlio anche di Laura Amerio e fratello di Mauro va nella città vecchia, frequenta il liceo in un posto abbastanza malfamato, quello vicino a
Via Del Campo
.
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06:37
La sua prima moglie arriva da un'estrazione che non è esattamente quello alto borghese a cui lui appartiene. Nel 1962 si esibisce ad
Albisola
, al Pozzo Garitta insieme a
Paolo Villaggio
e probabilmente anche nelle navi da crociera insieme a un certo
Silvio Berlusconi
.
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06:54
La prima canzone si chiama La ballata del Michè e parla della morte, del suicidio in carcere, di uno che aveva ucciso per amore. La sua attenzione per i diseredati è unita al territorio, la sua attenzione per i posti lontani e unita alla sua passione per la
Sardegna
in questa prima puntata di Amico fragile, una puntata che è frammentaria come l'opera incredibile di
De Andrè
noi ci salutiamo con un altro posto, un hotel Hotel Supramonte che ricorda del suo rapimento insieme alla moglie di allora, la moglie di sempre
Dori Ghezzi
verrà rilasciato due giorni prima di Natale che ricorderà quel posto esattamente così. Amico Fragile è presentato da
John Vignola
grazie alla parte tecnica di Pino Berardi e alla collaborazione di Sara Cutichelli. A domani.
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Fabrizio De André
07:40
E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo. Tu vedrai una donna in fiamme è un uomo solo. E una lettera vera di notte, falsa di giorno e poi scuse e accuse scuse senza ritorno. E ora viaggi, ridi vivi o sei perduta col tuo ordine discreto dentro il cuore. Ma dove, dov'è il tuo amore? Ma dove è finito il tuo amore? Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile. Grazie a te ho una barca da scrivere o un treno da perdere. E un invito all'hotel Supramonte d'olio visto la neve. Sul tuo corpo così dolce, così dolce di seta. Passerà anche questa stazione, senza fermare. Passerà questa pioggia sottile come passa il dolore. Ma dove, dov'è il tuo cuore? Ma dove è finito il tuo cuore?
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10:21
Fabrizio De Andrè
Amico Fragile appuntamento a domani! Le puntate sono scaricabili in podcast sul sito radiodue.rai.it.
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10:30
Vanno, vengono. Ogni tanto si fermano e quando si fermano sono nere come il corvo Sembra che ti guardano con malocchio.
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10:56
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